2007-2008 - Rudy Gobbo Architetto

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2007-2008

Docenza > thesis

Università IUAV di Venezia - FAR
TREVISO: FIUME SILE
BAND AID | LA MICRORICUCITURA | IL PARCO NATURALE
studente: Rudy Gobbo
relatori: prof. Domenico Bolla, arch. Rinaldo Palermo

L’ambito di indagine della mia tesi è il fiume Sile, uno dei più importanti corsi d’acqua della Pianura Padana sia per lunghezza, circa 95 Km, che per portata idrica: una media di circa 6 mc/s alle risorgive, aumentando fino a stabilizzarsi sui 55 mc/s all’altezza di Casier. Questo fiume è caratterizzato da una forte biodiversita che ne e il carattere costitutivo: una nicchia ecologica in cui si sono ritirate molte specie botaniche e faunistiche che un tempo, non molto lontano, erano diffuse in tutta la nostra pianura. L’elemento primario che permette a quest’ecosistema di sostenersi è l’acqua, che con il suo scorrere ha da sempre portato prosperità ai luoghi. Risorsa abbondante, ma non illimitata, che caratterizza la parte sud-est della pianura padana e segna il territorio con il suo scorrere attraverso i fossati che anche i romani consideravano elemento fondamentale per la suddivisione delle terre e come regola del regime idrico del territorio. Questo territorio ci parla attraverso infinite tonalità di verde e si riflette continuamente in uno specchio d’acqua che inesorabile sgorga dal suolo argilloso della pianura; acqua che dà vita ad un complesso habitat naturale ricco di suoni, profumi, sguardi che a tratti si aprono alla campagna e a tratti si chiudono in se stessi per una contemplazione più profonda dell’ambiente stesso. Il mio obiettivo è di creare un progetto di suolo che interpreti in modo creativo e articolato lo spirito di questo habitat attraverso la rilettura di quegli strati che segnano il territorio e che, tramite le loro contaminazioni, hanno caratterizzato le realtà diverse che il sistema stesso intercetta. Per far questo ritengo sia opportuno trovare un linguaggio univoco che leghi tra loro realtà diversificate che con il passare del tempo stanno perdendo il loro carattere di “luoghi fondati dall’acqua”; questo a causa di una “logica bidimensionale dei piani regolatori urbanistici” che sembrano non tenere conto che il territorio ha una propria materialità e conformazione: caratteristiche che implicano una riflessione attenta sulle sue varie parti per capire “il ritmo con cui cambiano le regole di aggregazione” Questo ragionamento punta a dimostrare che i territori interessati dalla presenza del Fiume Sile hanno bisogno di riscoprire una nuova geografia che emerga da un’attenta considerazione delle singole realtà che devono pero essere rapportare ad una scala di territorio più ampia. La realizzazione di un tessuto univoco utilizzando gli elementi che sono generatori del sistema stesso: l’acqua, la vegetazione, la fauna, i colori, i suoni, …
Dopo un’analisi critica del territorio in cui sono emersi elementi di Discontinuità, di Frammentazione, di Interferenza, di Disorientamento, di Disinformazione e di Straniamento, la tesi si propone di paragonare il Parco Naturale del Fiume Sile al corpo umano, cosi da poterlo curare in modo puntuale attraverso dei cerotti che guariscano piccole imperfezioni e ridiano armonia al parco stesso (il parco è già dotato di alcuni sistemi di accesso e fruizione, quest’ultimi pero non sono messi a sistema tra loro: ragionano in modo autonomo l’uno dall’altro e non in un’ottica di sistema univoco). Ecco quindi che il progetto trae forza dai punti negativi per mettere in atto un sistema di MicroRicuciture che si configurano in:
- una risistemazione della mobilita su gomma per permettere a tutto il parco di avere una rete efficiente al servizio di fruitori con esigenze diverse che vanno dal camminare, all’andare in bic, al birdwatching, al semplice spostamento;
- nell’inserimento di un sistema di accessi distribuito in modo uniforme e collocato in corrispondenza dei punti di interesse del parco;
- in una viabilità interna costituita da percorsi mirati a seconda del tipo di uso che il fruitore deve fare del parco e favorita dall’inserimento di un’adeguata rete informativa all’interno e all’esterno del parco;
- nel posizionamento di piccoli edifici a servizio dei fruitori del parco e della collettività stessa che può cosi sentirsi maggiormente vicina al Fiume Sile.
Tutte le MicroRicuciture potranno quindi essere messe a sistema per la collettività, la quale potrà scegliere i modi di fruire il parco più opportuni alle proprie esigenze, supportati da una rete di mobilita, di accessi e di servizi distribuita in modo uniforme e caratterizzato lungo il corso del Fiume Sile.

Rudy Gobbo
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